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Procedura di escissione elettrochirurgica ad ansa (LEEP)
I tassi di ricorrenza di CIN-3 dopo il trattamento con la LEEP sono stati valutati durante il periodo di cinque anni. Le percentuali di ricorrenza variavano dal 8% fino al 38%, a seconda dell’estensione delle lesioni. Nell’insieme, il tasso di ricorrenza era il 27.5%.
Mod Pathol 1999 Mar;12(3):233-8:
Segni precursori della displasia ricorrente dopo la procedura di escissione elettrochirurgica ad ansa per CIN-3: la presenza della malattia sui margini di resezione, nelle ghiandole endocervicali ed il numero dei quadranti interessati.
Livasy CA, Maygarden SJ, Rajaratnam CT, Novotny DB Department of Pathology and Laboratory Medicine, University of North Carolina, Chapel Hill 27599-7525, USA.
“La procedura di escissione elettrochirurgica ad ansa (LEEP) è sempre più utilizzata per trattare la neoplasia intraepiteliale cervicale (CIN). Qualche studio pubblicato rivolge l’attenzione alla correlazione possibile tra i risultati istologici della conizzazione con la LEEP e i tassi di ricorrenza di displasia. Noi abbiamo identificato 248 donne trattate con LEEP per CIN-3 dal settembre del 1991 fino al settembre del 1996. Cartelle cliniche automatizzate di queste pazienti sono state allora analizzate nell’agosto 1997 per valutare i risultati del follow-up post-operatorio. 200 pazienti avevano un materiale interpretabile. I vetrini della LEEP sono stati rianalizzati per confermare CIN-3 e valutare il coinvolgimento di margini, ghiandole endocervicali e quadranti multipli. I dati citologici ed istologici sono stati classificati come negativi o positivi; i risultati negativi comprendevano la presenza di lesioni squamose intraepiteliali di alto grado (HGSIL), di lesioni squamose intraepiteliali di basso grado (HGSIL) e di cellule squamose atipiche di significato indeterminato (ASCUS)
55 pazienti (il 27.5%) avevano la displasia ricorrente/residua, incluso 36 casi di HGSIL (il 66%), 14 casi di LGSIL (il 25%) e 5 casi di ASCUS (il 9%). Il tasso di ricorrenza era più elevato in pazienti con displasia di alto grado coinvolgendo i margini (il 39% dei casi con margini positivi vs. il 15% dei casi con margini negativi), le ghiandole endocervicali (il 33% dei casi con ghiandole positive vs. il 14% dei casi con ghiandole negative) e quadranti multipli (il 33% dei casi con lesione nei quadranti multipli vs. il 14% dei casi con lesione localizzata in un quadrante). In casi con margini negativi, il tasso di ricorrenza era ancora più elevato in pazienti con displasia di alto grado coinvolgendo le ghiandole endocervicali (il 20% dei casi con ghiandole positive vs. il 9% dei casi con ghiandole negative) e quadranti multipli (il 20% dei casi con lesione nei quadranti multipli vs. l’8% dei casi con lesione localizzata in un quadrante). Il coinvolgimento di margini, ghiandole endocervicali e quadranti multipli erano i segni precursori di displasia ricorrente/residua dopo la LEEP. I rapporti patologici dopo l’analisi dei campioni di resezione con LEEP dovrebbero includere l’informazione sulla presenza di displasia di alto grado coinvolgendo i margini di resezione, le ghiandole endocervicali e quadranti multipli. Le pazienti i cui campioni di resezione con LEEP contengono uno di questi segni precursori necessitano di un follow-up accurato e continuo.”
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